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martedì 28 gennaio 2014

Prima di ieri






L'aria è sporca ma
lì in mezzo a tutto
aspettando il tram
mi venne incontro
un odore, Lei.




Mi sveglio bene,
stringo un lenzuolino 
alla vita
e vado al frigo.
-volevo andare al cesso ma era occupato-
Vedo Erika,
la sua pelle secca,
di carta.
Jacopo esce,
imbarazzo,
qualche parola,
lo guardo.
Pier gioca.
Saluto Fra e
finalmente piscio.



L'uomo in bianco nero 
non incrocia il suo destino 
con quello di nessuno.
Tiene stretto l'orgoglio tra le mani
mentre cammina.
Paga il conto ed esce.




Che giostra stupida è questa?
Dove corrono tutti quanti?

Frenetika

un'agonia 
d'aria e di gelo
senza memoria.




Mia cara Matilde,
non si resta come la prima volta.
Si scordano gli odori,
gli occhi non reggono più
e le promesse paiono sbiadite 
nel tempo.
Così, questi anni di castelli in aria,
di fantasia,
di fortuna.



Dimentico sempre
di quanto spazio
ci sia nel mondo
che penso di riempirlo tutto




Il poeta 

parole memoria
di nuovo parole





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