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domenica 21 aprile 2013

Dodici


Susanna

Così, leggera, incrociando il mio sguardo
sfiora i capelli. Una nota, un accordo
li scosta dalla fronte, ascolta e tocca,
giovane e fresca si bagna la bocca.


Sabato mattina

Il mio corpo vuole dormire ancora.
Gli uccellini cantano, in quest'ora
vuota, senza rumore, pura e nuda.
Un'ora sola si sente ed è cruda.


Sogno

Brucia, segreto, durante la notte,
in qualche posto. La luna che sbatte
il riflesso dorato, tutta sera.
Inaspettato, assurdo com'era.


Le tre del mattino

Aprendo la finestra, entra la notte,
Io respiro quel buio. E' la sua notte,
m'investe, come la luce del sole,
mentre lui nasce divento immortale.



Cameriera, il giorno dell' 8 marzo.

Guarda da dietro un uomo volgare.
Pover'uomo, povero me. Rubare
frasi di qualche pensiero sbiadito.
Persi in noi stessi, qualcuno, tradito.



Un altro sabato mattina

Che cosa davvero sente la mia anima?
Chiasso di mare, vento forte e schiuma.
I sussulti d'un cuore spaventato.
L'aria gelida mi trova provato.


Formichina

Ignara e frettolosa, laboriosa,
oh, come ti somiglia questa cosa
che chiamiamo città: linee rette,
luci, lavoro, fretta e mura strette.


Estate

L'odore del mare in uno scaffale.
Devi pagare, per essere morale.
Mare senza sole e spiagge private.
Non devi pagare, per vivere l'estate.




La città morta


Il cadere di stelle, scie fluorescenti
infuocherà questa città perduta,
La terra morirà, senza fulgenti
amori, senza più luna dorata.

Inanimata, macchine e rovina
consumeranno quest'aria preziosa.
Resterà sola, la strada meschina,
Bitume e arsura senza vita e posa.


Donne

A piangere impariamo da sole,
ad ingannare c'insegnano i nostri.
Muoviamo veloci, sopra lo Strale,
squarciando l'aria, agitando nastri.

Attenti, voi, manipolatori!
Anime ingannate da mille anni.
Perdute, in questa genesi di attori
impietosi, noi, vestite di affanni.


Attimo

L' amore si consuma, in uno sguardo.
Un nuovo amore, mentre tutto perdo.
Tutto. Scrivere negli spazi bianchi
dei nostri corpi, sfiniti e stanchi.


L'ultimo momento

Io dissanguato per terra, sul dorso,
nel mio sangue? Maligno, sì, perverso.
In fin di vita, questi occhi fissi
sapranno finalmente chi mai fossi.






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