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venerdì 4 gennaio 2013

Ortiche




Risveglio


La mattina mi viene in bocca
verso mezzogiorno,
svegliando sogni infiniti.

I corpi caldi,
nudi,
si cercano.

La storia dell'uomo.




Attesa


Un cane
annusa la mia ombra,
per terra.

Dietro i vetri del bar
riconosco Nicola
seduto
solo,
a bere,
e guardare
il vuoto.

Esce una bionda
a chiudere il bar.

Nicola scompare.

Una mano
tocca la mia spalla,
la sera.

Scompare anche l'ombra.





Impressione [ I ]
                                                                                                                          Mentone

Mattina:
la luce canta lo spazio
d'intorno.

Fuori uno schianto:
il Mare.

Risplende la città
vecchia,
colorata di rosa.

Le morbide pieghe dell'acqua.

L'aria,
leggera,
apre i sensi.

Un arancio è ricolmo di frutti.

Lenta
una barca,
incontra il mio sguardo.





Impressione [ II ]
                                                                       Marsiglia

Un crocevia di occhi guarda il suo corpo
gravido, ed il mio, mentre muoviamo
le nostre giacche
in mezzo a quelle di centinaia di arabi.

La luce crepita sopra l'acqua che sembra petrolio.
Il cielo è plumbeo sul porto.
I colori folgoranti del tramonto
si stagliano nitidi
all'orizzonte.

Aspettiamo sera
camminando, timidi
lungo la strada.

Giochiamo con gli occhi sulle barche
ancorate strette l'una contro l'altra.
                          Issiamo le vele dell'immaginazione,
salpiamo di notte
verso sogni d'amore.





Ortiche


Sento frasi e voci,
liquido canto tace,
strillano cose truci
nel giorno della pace.

Son tutti belli froci,
ibrido senso esce,
vomitano le feci
nel forno e nella brace.




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